RECENSIONI "BOTTLENAKED"

 
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recensione “BOTTLENAKED” voto:7/10

Highways, highways e ancora chilometri di highways che bucano lo stomaco con la loro rettilinearità selvaggia a cactus, biondone in hot pants cuoiati e crotali qua e là . Benvenuti nella spirale ipertatuata che profuma di carburatori incandescenti e olezza di alluvioni di beer , welcome al centro del “ringhio maledetto” del “pure 100% hard rock seventies “.
Voi siete qui, a tu per tu con il sound blood & bikers dei Bed Toys, ferraresi, cinque umanoidi anfetamine che scarnificano il quieto vivere con il loro cd Bottlenaked, un cd “sporco, laido e cattivo”, al quale, gli amanti del genere , venderanno sicuramente l’anima. Sentite la nostalgia e avete i lucciconi agli occhi per il rock duro dei bei tempi andati? Ficcate la testa qua dentro, poi qualcuno vi tirerà fuori!

The Gusher” anfitriona con la sua carica battagliera ed è una sdirenante catapultata a 30 anni addietro, con le battute sul campanaccio della batteria che sbalza in gola il Don Brewer dei Grand Funk Railroad e mette in moto il polverone hard del rifferama surriscaldante che si unisce al sudore muschiato di
Race Of Immortal” dall’intro leggermente doommato, serpentino, dove lo spiritello di Ozzy slinguaccia lascivo tra cavalcate distorte e caparbietà di basso che si rincorrono all’infinito.
Si può essere musicisti anche senza aver ascoltato molti dischi, ma quando un musicista nel suo background può vantare l’ascolto appassionato e attento di molte band del passato, questo emerge con prepotenza dalla sua musica e fa letteralmente la differenza.
Tsantsa Head” , regno del sincopato high level, pressurizzato, compresso, tostissimo, inno al fulgore “dei tempi” con il caratteristico cantato “idrofobicamente malvagio” e il bellissimo amarcord del suono della chitarra “a due colli” che ha stordito le notti di tanti rockers ormai canuti.
Bestiali questi Bed Toys, sfornano episodi musicali che grondano di devozione per un sound primordiale, per quell’urlo ribelle che ha attraversato mari e monti, anime e amori, leggende e virtù sbrodolate.
Quasi venticinque minuti di brividi vintage, di dispersione energetica ed elettrica che spompa, specie nelle tiratissime live version di “Standing Shadow” e “Ain’t Talkin’ About You” bolgia fastosa e infernale di vero e saturo hard rock’n’roll e se per una manciata di secondi si chiudono gli occhi, li trovi tutti lì, abbracciati e sorridenti a fianco dei Bed Toys, ne mancano solo pochi ma ci sono: David Coverdale, i Free, l’emaciato Alice Cooper, Bad Company, Thin Lizzy, Tommi Iommi, Blue Cheer e Blue Oyster Cult con l’insane friendly ship di Simmons e Stanley dei Kiss e via dicendo.
Un “incontenibile” volo a ritroso con i Bed Toys, dirty guys inarrendevoli , ineccepibili, che non propongono nulla di nuovo, ma rinascimentano a lusso sonico l’ululato wild dell’hard rock seventies con un perfetto gioco di squadra che arroventa ancor di più l’animo di irriducibili e appassionati rockers.
Un cd che regala vampe,che sgassa a manetta con il serbatoio pieno di tuoni, suoni e libertà di quell'"altra" America.
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Fermento da esibizione live per "Bottlenaked", tonico lavoro dei ferraresi Bed Toys
hard rock 6/10
Ecco una band, i Bed Toys, che si è fatta le ossa grazie ad una intensissima attività live: ben 50 date in circa due anni tra concorsi, locali e motoraduni, ed un demo, Bottlenaked, intriso di energia e di entusiasmo.
Nati all'inizio del 2005 come Dioniso, producono un demo omonimo di quattro tracce. Nel 2007 i cinque di Ferrara cambiano nome, in Bed Toys, appunto, e all'inizio del 2008 sfornano i cinque brani di Bottlenaked, due dei quali, Standing Shadow e Ain't Talking About You, sono stati registrati live al "Circolo Purgatorio Bikers", in provincia di Ferrara, nel 2007.
E sono proprio immediatezza ed allegria, voglia di suonare (e farlo bene) e di stare insieme ad essere trasmesse da questo lavoro fluido, veloce e pieno di reminiscenze anni '80.
Energizzante, mai noioso, con un buon equilibrio tra aggressività e spensieratezza, Bottlenaked, è dotato di una schietta vitalità e scorrevolezza e saprà di certo conquistare il suo pubblico, specialmente quello degli amanti del genere.
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giudizio finale: 65/100  
   
Gruppo nato nel 2005 a Ferrara con il nome di Dioniso e autori di un demo omonimo, nel 2007 cambiano nome in quello attuale e danno alle stampe, sotto etichetta Alka Records, questo "Bottlenaked".
Prendete il southern rock dei Grand Funk, un po' di Bad Company e di Blue Oyster Cult, unite un po' di Thin Lizzy e avrete quel rock sporco, stradaiolo, sanguigno, senza compromessi che contraddistingue i brani dei Bed Toys.
Si parte con "The Gusher" che per certi versi mi ha ricordato i Twisted Sister di "We're not gonna take it" sopratutto nell'intro di batteria e di campanaccio e in alcuni refrain.
Si prosegue con "Race of immortal" troppo "Fear of the dark" degli Iron Maiden.
La successiva "Tsantsa head" torna su territori Twisted Sister/Grand Funk.
Il lavoro si chiude con i due brani registrati live presso il "Circolo Purgatorio Bikers" in provincia di Ferrara, brani in puro stile hard rock old school.
In conclusione i Bed Toys sono bravi musicisti, grandi consumatori di musica anni ottanta, primi novanta, e si sente, il loro songwriting risente troppo di queste influenze, tutti i brani sanno di già sentito.
Se nelle prossime produzioni riusciranno a liberarsi di questi fantasmi avremmo di fronte un grande gruppo rock, per ora un po' più della sufficienza.
Dategli un ascolto.
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C’è poco da pensarci su: “Bottlenaked” è un e.p. da scorazzata in moto, a velocità sostenuta, per le infinite e polverose autostrade degli States.
In realtà i Bed Toys sono ferraresi e si sono fatti le ossa in giro per locali (come dimostrano le ultime due tracce registrate live), suonando un hard-rock datato e vigoroso, maschio e sostenuto, che si orienta verso il pubblico che apprezza artisti della vecchia scuola come Bad Company, Blue Oyster Cult, ma anche primi Motley Crue.
Campanaccio e riff vagamente sudista: non si può partire che in questo modo con “The Gusher”, un pezzo d’apertura che non presenta complessi d’inferiorità nel rivolgersi agli appassionati di musica old-style, di almeno tre decadi fa.
Stesso discorso per “Race Of Immortal” e “Tsantsa Head”, che soffrono soltanto di una certa prolissità che tende a far abbassare il livello d’attenzione nell’ascoltatore medio.
Non è un caso, quindi, che nelle due tracce dal vivo (registrate presso il Circolo Purgatorio Bykers) si percepisca che la vera dimensione del quintetto ferrarese è proprio il palco.
Un buon assaggio, quindi, prima dell’esordio su lunga distanza che si spera avvenga a breve.
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Il buon caro vecchio hard rock non smette mai di affascinare ed ecco questa band tricolore che si cimenta in un roccioso riffing carico di energia e di vitalità.
La prima track di questo mini cd “The Gusher” è un tipico hard americano anni ottanta, fra Ratt e Aerosmith ed è suonato con grande convinzione, solo il missaggio non permette alla musica di esplodere in tutto il suo vigore, ma sono sicuro che dal vivo in pochi starebbero fermi seduti su queste note calde e trascinanti.
Race of Immortals” invece è in pieno Maiden style, mi riferisco in particolare al periodo Somewhere in Time.
“Tsantsa Head” è più hard moderno con un riffing iniziale stop and go, senza dubbio la band conosce bene la materia e lo dimostra in ogni contesto, il refrain comunque non mi convince più di tanto.
Standing Shadow” e “Ain’t Talkin’ About Love (n.d.Bed Toys: veramente non è "Ain’t Talkin’ About Love " ma è "Ain’t Talkin’ About you" ma si va sereni lo stesso!!) sono due pezzi registrati dal vivo, il primo è molto NWOBHM primo periodo, il secondo è più settantiano.
Nella dimensione live il gruppo dimostra che il palco è la sede migliore per la loro musica trascinante, da studio le cose non funzionano così bene, ma sono convinto che la colpa sia del missaggio e non della band. GB
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I Bed Toys e il loro rock and roll viscerale e senza fronzoli piombano d'improvviso nel mio lettore cd e creano scompiglio in redazione. Il cd si chiama Bottlenaked, è datato gennaio 2008 e prodotto da una grande agenzia: l'Alka Record, sempre attenta e impeccabile sulle band che intende promuovere.
Intanto The Gusher, prima track del disco, continua a girare coinvolgendo con il suo ritmo trascinante anche il resto della famiglia (mi sembra di veder ballare anche mia madre..).
Neanche il tempo di affacciarmi nella camera accanto per verificare che mi parte la seconda traccia Race of immortal, ancora più coinvolgente, più accattivante, dal beat sostenuto ma, sopratutto, ben suonata, ben interpretata dal vocalist Sergio "Brollo" che si erge a protagonista nonostante l'ottima base musicale.
Tsantsa head ci riporta su un mid tempo più smaccatamente rock, con batteria pompata a dovere, chitarre in primo piano che forniscono tappeti e solo guitar sui quali gioca vocalmente, da vero marpione del genere, il nostro "brollo".
Anche la melodia è più accattivante, coadiuvata a dovere da cori ben architettati e piazzati al punto giusto.
Nel finale la band sceglie a sorpresa una soluzione strumentale più varia unendo arpeggi di chitarra pulita a tappeti di tastiere (addirittura..) dimostrando di saper spaziare anche verso sonorità più morbide del loro Rock & Roll genuino.
La domanda che subito sorge spontanea è : come saranno dal vivo i nostri Bed Toys?
Di sicuro coinvolgenti ed entusiasmanti ancor più che in studio.
La risposta arriva subito dai due brani conclusivi di Bottlenaked che, udite udite, sono live! Standing Shadows è una bella cavalcata rockeggiante, coinvolgente, da sballo, mentre Ain't talkin'about you è il classico pezzo che ti fa alzare dalla sedia, correre in cucina e intraprendere un pogo selvaggio con la mamma che fa bruciare il sugo, con la moglie che mette in self service la poppata di mia figlia e con mio figlio che tralascia addirittura i Gormiti per unirsi al ballo (o allo sballo?).
Insomma c'ho scherzato, ironizzato, sorriso, ma questi Bed Toys fanno davvero questo effetto!
Il loro sound è troppo coinvolgente e meritano di essere prodotti dall'Alkatraz management che ben fa a scommettere su di loro.
Avanti così ragazzi, c'è bisogno di voi!80/100
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L'attitudine c'è tutta, ed è quella guadagnata in lungo e in largo per la Penisola facendo live ovunque ci sia un palco o delle persone disposte ad ascolatrti.
I pezzi? Anche quelli ci sono e hanno dalla loro parte un mood stradaiolo e festaiolo come si confà a tutte le band che si prodigano nell'hard-rock.

Una musica fatta dunque di sudore, di passione, di puzza di benzina, birra e belle donne: questi sono i Bed Toys. Mi ha subito colpito questo gioco di parole tra Bed Toys e Bad Boys (chissà se voluto), ad ogni modo, cattivi o no, i Nostri sanno fare i musicisti e "Bottlenaked" sta qui a dimostrarlo: cinque tracce rocciose e coinvolgenti come tradizione vuole.

Che poi la proposta sia datata e fuori tempo non è nostro interesse; la si ascolta, si fa piacere, perchè dunque attaccarsi a delle bazzecole per trovare dei difetti ad una band che difetti evidenti non ne ha? Mi piacerebbe vederli dal vivo, perchè credo che i Bed Toys non vadano ascoltati su cd, ma goduti in una dimensione live che strappa applausi e fa lievitare il tasso alcoolico. Bravi, bene, bis!
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Devo essere onesto, odio la musica suonata dai Bed Toys. È quel hard rock anni ’80, AC/DC e Guns’n’Roses come punti di riferimento, che detesto.
È proprio una ripugnanza la mia.
Oltre tutto i Bed Toys la rifanno pari pari senza metterci nulla che li distingua dalla massa. Magari tecnicamente impeccabili, ma noiosi e inutili come la televisione, che comunque piace ancora a molti.
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voto: 7  
Ecco che, passati dall'originale nome Dionisio, ad un ben più vizioso e lascivo Bed Toys, questi cinque musicisti di Ferrara ci propongono il loro primo EP, dove danno sfogo a pulsazioni sonore Hard Rock caratterizzate da una marcata vena sleazy e stradaiola.
"Bottlenaked" include cinque canzoni, delle quali tre sono state registrate in studio, mentre le restanti sono una testimonianza live del gruppo, che dimostra di sapersela cavare in entrambi i contesti.

La prima studio track è "The Gusher", con la voce abrasiva il giusto di Sergio Carollo e un sound sporco e ruvido, mentre la successiva "Race of Immortal" ha una struttura più classica che in diversi momenti (e pure nel guitarwork) richiama gli Iron Maiden. Si volta poi pagina con "Tsantsa Head" dove i punti di riferimento tornano ad essere formazioni come Motley Crue, Guns N'Roses, Hanoi Rocks, anche se non mancano dei passaggi strumentali dall'ispirazione seventies.

Tocca poi alla parentesi live, dal loro concerto del Maggio 2007 al Circolo Purgatorio Bikers di S. Giuseppe, in provincia di Ferrara), certo non è Los Angels ma suonare Hard & Metal in Italia rimane sempre un'impresa. Le rockettare "Standing Shadow" e "Ain't Talkin' About You" forse non lasciano trapelare più di tanto l'atmosfera del concerto, ma il sudore doveva sicuramente scorrere giù dal palco.
Bravi, sopratutto nei momenti più ruvidi, ma talvolta una maggior dose di sintesi porterebbe a migliori risultati, mettendo in evidenza l'energia ed il tiro dei Bed Toys.
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Secondo demo per i ferraresi Bed Toys, composto da cinque tracce, di cui due registrate in sede live. Il gruppo propone un hard rock intriso di glam schietto, e a quanto sembra, sincero. Produzione curata, testi diretti, voce sporca e strafotettente, riff e assoli semplici ma efficaci, sezione ritmica convincente e trascinante fanno di questo demo un prodotto che si ascolta con piacere.

Una cowbell di kissiana memoria apre The Gusher, pezzo che convince al primo ascolto, con un buon ritornello che rimane in testa con facilità; la voce, nonostante non si allontani troppo per tutta la durata del demo da schemi un pò troppo rigidi, non si pone mai con falsetti esasperati; una buona scelta, per chi scrive, data l'inflazione di ugole desiderose nel genere di spaccare lampadari.
Rimanda ad atmosfere epiche Race of Immortal, dove le dinamiche sono impreziosite da uno stacco a metà pezzo in cui il basso per primo crea un crescendo maideniano che sfocia in un buon solo e in un finale che riprende il ritornello, dove chitarre e voce viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda.

Lo spirito che anima il gruppo è forse meglio rappresentato da Tsansa Head, con un intro granitico, il ritornello accattivante e ritmiche aggressive; anche qui però troviamo l' ormai collaudato intermezzo-prima-dell'assolo.
Aver messo due pezzi dalla struttura simile uno di seguito all'altro è una pecca che viene comunque compensata da due differenti suggestioni.
I pezzi live, Standing Shadow e Ain't Talking About You, mettono in mostra le capacità dal vivo del gruppo, che a quanto pare sul palco ci sa fare, rodati sicuramente dalle molte esibizioni aventi alle spalle.
A parte l'inevitabile differenza di qualità a livello di registrazione, il messaggio arriva chiaro e diretto come per le tracce precedenti, insieme ad una precisione nell'esecuzione e ad un carisma notevoli.
In definitiva un gruppo ben rodato, che ha chiare le proprie ambizioni e i propri intenti, con una passione viscerale per la "strada" che sembra essere già stata battuta da molti in precedenza. Ma con una buona dose di passione, autoironia e carisma, anche la retorica più reticente può essere schiacciata.
 
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E’ un rock’n’roll da bikers quello che ci propongono questi Bed Toys da Ferrara.
Che dire, cinque canzoni di cui due live, di classico rock’n’roll e hard rock cantato in inglese.
Bon Jovi e Guns la scuola di provenienza per questi cinque ragazzotti di provincia che sognano le infinite highways americane a bordo delle loro motociclette preferite.
Questi cinque giocattoli cattivi ci propongono questo demo ben prodotto dalla Alka Records.
Demo e gruppo consigliato a tutti gli amanti dell’hard rock classico americano anni ’80.
Potete contattarli per un live cattivissimo tramite la loro agenzia, l’Alkatraz Management, scrivendo a management@bedtoys.org
 
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